La scomparsa del collega Delfiol ha provocato sconcerto tra colleghi archivisti che hanno con lui lavorato e collaborato nel corso di un quarantennio (era entrato in servizio nel 1984 nell'allora sovrintendenza archivistica per la toscana) e che grazie alle sue competenze hanno tanto imparato. È presente in ciascuno il suo tratto umano e cordiale, il suo fare discreto accompagnato da un sorriso e uno sguardo curioso, le parole misurate, la voglia di essere informato su progetti e problemi. Rimasto quale ispettore archivistico onorario in periodico contatto con l'ufficio, la sua presenza era divenuta familiare anche ai nuovi funzionari così come i suoi progetti, conclusi o proseguiti dai "nuovi", che hanno segnato la sua vicenda di "archivista militante" come recita il titolo della sua prima pubblicazione edita poco dopo la cessazione dal servizio attivo.
Questa "militanza" passata da varie tipologie di archivi (quelli comunali, quelli di famiglia e persona, quella di enti pubblici economici) si è esplicitata e specializzata con continuità nell'ambito del settore delle imprese: in Toscana è stato il primo a visitare e proporre per la dichiarazione di interesse culturale particolarmente importante le maggiori realtà del settore meccanico, chimico, manifatturiero, editoriale, estrattivo. In quest'ultimo campo è stato promotore del censimento e dell'attività di ordinamento dedicato ad archivi minerari oggi assicurati alla conservazione e fruizione nei propri territori e nelle ex sedi produttive recuperate così come ha avuto la felice intuizione di proporre e sostenere un intervento di largo respiro e non ancora terminato, date le continue "scoperte", volto a conoscere, censire, elencare gli archivi delle fattorie toscane provincia per provincia.
La scrittura e la pubblicazione di romanzi di ambientazione storico e alcuni di genere giallo è stata la sua "via nuova" percorsa nell'ultimo quadriennio: una passione mai sopita per il basso medioevo e una nuova voglia di studiare "cose e persone" come negli anni di università da riversare in figure di invenzione pronte a impegnarsi per risolvere strani delitti o a cercare strategie di sopravvivenza a vicende politiche o a catastrofi "più grandi di loro". In occasione della presentazione di questi suoi libri, circondato da persone, era ben sereno e contento di mostrare come l'inventiva si mescoli con la ricerca d'archivio e come dalla frequentazione dei documenti sorga la voglia anche di rievocare quelle "vite passate" di cui si essi lasciano testimonianza.
Tutte e tutti coloro che hanno condiviso con lui momenti, in anni e luoghi diversi, di vita professionale ed umana, concorderanno nell'esprimere una felice gratitudine verso la sua persona e sempre si presenterà alla mente un signore alto, gentile, pronto all'ascolto, amabile.



